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Il punto di partenza
Le affezioni da sovraccarico biomeccanico della colonna vertebrale e degli arti superiori sono di assai frequente riscontro
presso molteplici collettività lavorative dell'industria, dell'agricoltura e del terziario.
Esse, sotto il profilo della molteplicità delle sofferenze e dei costi economici e sociali indotti (assenze per malattia,
cure, cambiamenti di lavoro, invalidità, indennizzi) rappresentano ora uno dei principali problemi di salute nel mondo del lavoro.
Nell'anno 2000, su indicazione delle Autorità dell'UE, l'Agenzia per la sicurezza e la salute sul lavoro di Bilbao ha dedicato
una specifica campagna per la prevenzione di tali affezioni; nel corso di tale campagna l'Agenzia ha diffuso, tra gli altri,
una serie di dati salienti, sinteticamente riportati in questa tabella
Trasferimenti manuali di carichi, esposizione
a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo, posture (erette o assise) fisse
e prolungate, movimenti ripetitivi con e senza uso di forza e/o attrezzi,
sono i principali determinanti di rischio lavorativo per l'apparato
locomotore: essi si ritrovano nei più svariati contesti di lavoro,
da quelli più tradizionali dell'agricoltura e dell'industria
a quelli tecnicamente più complessi ed informatizzati.
Nell' Unione Europea, secondo recenti dati di EUROSTAT, il 53%
delle patologie e dei disturbi correlati al lavoro sono rappresentati
da patologie muscoloscheletriche.
In Italia, secondo i più aggiornati dati dell' INAIL, le
patologie muscoloscheletriche degli arti superiori sono ai primi posti
tra le malattie professionali indennizzate (circa 20% del totale nel
2004) con un trend in costante e decisa crescita.
La costituzione di EPM
Nel giugno del 1985, l'Università degli
Studi di Milano, il Politecnico di Milano, la Fondazione "Pro Juventute
Don Gnocchi", l'allora Azienda USSL 75/8 di Milano stipularono
una convenzione senza fini di lucro per dare vita all'Unità di
Ricerca "Ergonomia della Postura e del Movimento".
Gli enti convenzionati misero a reciproca disposizione le seguenti strutture:
- la "Clinica del Lavoro Luigi Devoto" la struttura
sanitaria e di insegnamento di Medicina del Lavoro più antica
nel mondo, da sempre all'avanguardia nelle attività di ricerca
e di didattica concernenti i rapporti tra condizione lavorativa e salute,
con il prof. Antonio Grieco, massimo artefice della convenzione, che
assunse la presidenza di EPM fino alla sua morte (2003), ed il prof.
Giovanni Molteni, allora Responsabile della Sezione di Ergonomia;
- la UOOML-CEMOC, oggi afferente alla Fondazione IRCCS "Ospedale
Maggiore Policlinico-Mangiagalli-Regina Elena" di Milano, con il
prof. Enrico Occhipinti, direttore del CEMOC ed il prof. Daniela Colombini,
responsabile del Centro Regionale di Riferimento di Ergonomia della
Postura;
- il Centro di Bioingegneria della Fondazione Don Gnocchi, a sua
volta frutto di una convenzionetra la Fondazione stessa ed il Politecnico
di Milano, diretto dal prof. Antonio Pedotti, ordinario di Tecnologie
Biomediche presso il Politecnico di Milano, in collaborazione con il
prof. Silvano Boccardi, fisiatra emerito, e il prof. Carlo Frigo, ora
associato presso il Politecnico di Milano.
A norma del suo iniziale Statuto, EPM era un'unità di ricerca
interdisciplinare rivolta allo studio ergonomico delle posture e del
movimento, della fisiopatologia e della clinica delle malattie dell'apparato
locomotore per la prevenzione dei rischi e dei danni all'apparato locomotore
connessi con condizioni di rischio lavorativo. A tal fine, EPM ha svolto
fin dall'inizio una triplice attività, priva di fini di lucro:
ricerca scientifica, formazione, informazione ed educazione sanitaria.
Le fasi iniziali (1985-1993)
Sono state caratterizzate da quattro filoni
sostanziali di attività:
- Ricerche in laboratorio riguardanti per lo più valutazioni
biomeccaniche, con modelli bi o tridimensionali originali (messi a punto
dai ricercatori del Politecnico già menzionati), di posture lavorative
e di gesti di sollevamento di carichi con sistema ELITE, valutazioni
elettromiografiche (con software di EMG vocazionale dedicato) di posture
di lavoro fisse, con movimenti ripetitivi degli arti superiori (uso
di VDT, pianoforte, attività di macellazione) o con movimentazione
manuale di carichi.
- Ricerche applicate e sul campo riguardanti per lo più i rischi
e i danni della colonna vertebrale e produttive dei seguenti principali
aspetti:
- modelli e schemi per la sorveglianza sanitaria in collettività
lavorative;
- dati clinici su popolazioni lavorative di riferimento, non esposte
a movimentazione manuale di carichi né ad altri rischi lavorativi
per il rachide;
- indagini epidemiologiche sul campo in diversi settori lavorativi;
confronto tra lavoratori esposti e gruppi di riferimento;
- criteri per la formulazione di giudizi di idoneità al lavoro
con movimentazione di carichi.
- Formazione di operatori della prevenzione delle Unità Sanitarie
Locali e, in parte, delle imprese all'uso degli strumenti derivati dalla
ricerca, in particolare applicata, nel contempo condotta: gli stessi
operatori furono poi protagonisti di numerose indagini epidemiologiche,
la maggior parte delle quali vennero riassunte in un apposito volume.
- Informazione ed educazione alla salute mediante la messa a punto
e pubblicazione di un primo set di opuscoli di larga diffusione.
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Le collaborazioni di ricerca con agenzie nazionali ed internazionali
Nel corso di questi anni EPM ha condotto numerose
ricerche, molte delle quali di propria iniziativa, solo a volte supportate
da enti sostenitori privati. Molte ricerche sono state al contrario
condotte in collaborazione con l'Ispesl, e, tramite questo Ente, con
l'Agenzia Europea di Bilbao. Qui di seguito vengono sinteticamente riportati
i titoli e il periodo di svolgimento delle principali collaborazioni
sviluppate:
- Trasferimento manuale di pesi: identificazione delle condizioni per
la prevenzione dei rischi per la colonna vertebrale (1991-1992).
- Screening ergoftalmologici in addetti a VDT: valutazione comparata
di protocolli differenziati da applicare in funzione delle caratteristiche
di esposizione a carico visivo (1994).
- Metodi di analisi dei fattori lavorativi di sovraccarico meccanico
determinanti le patologie dell'arto superiore da trauma cumulativo (1996).
- Problematiche di salute emergenti nei parrucchieri con particolare
riferimento ai rischi allergodermatologici e per l'apparato locomotore
(1996).
- Formulazione di una scheda informativa-formativa mirata alla valutazione
del rischio derivante dalla movimentazione manuale di carichi (1997-2000).
- Formazione del medico competente in funzione dei compiti tecnico
professionali e gestionali previsti dal D.lgs. 626/94 (1998-2001).
- Messa a punto di strumenti, metodi, criteri e procedure per la gestione
della sorveglianza sanitaria delle patologie muscoloscheletriche del
rachide e degli arti superiori correlate al lavoro (1999- 2000).
- Identificazione di criteri per la definizione dei casi di malattia
professionale in lavoratori esposti a sovraccarico biomeccanico lavorativo
(2001 -2005).
- Progetto strategico Ministero Sanità anno 2000. Prevenzione
dei rischi per la salute negli ambienti di vita e di lavoro (SS11).
Sottoprogetto SS11 A 2.2. Sviluppo di metodologie di analisi ergonomica.
Metodi osservazionali per la valutazione di attività di movimentazione
manuale di carichi e dei rischi da postura e movimenti incongrui (2001-
2005).
- Messa a punto di contenuti e tecniche didattiche per corsi di formazione
alla valutazione e gestione dei rischi e prevenzione del danno dell'apparato
muscoloscheletrico (Agenzia di Bilbao; 2000- 2001).
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La movimentazione manuale di carichi (Il titolo V del D.Lgs. 626/94)
A partire dal 1994, con la promulgazione del
D.lgs. 626/94, l'attività di EPM viene di fatto fortemente orientata
dalle esigenze applicative imposte da quel provvedimento, in particolare
al Titolo V (Movimentazione manuale di carichi) e, in qualche misura
al titolo VI (Lavoro con VDT). I ricercatori di EPM vengono ampiamente
coinvolti nella stesura di documenti di indirizzo, come le "Linee-guida
delle Regioni" (all'applicazione del D.lgs. 626/94): in ciò
fanno tesoro dell'esperienza maturata nel periodo precedente ma devono
riconvertire metodi applicativi e percorsi formativi. Ne deriva una
esperienza, poi riassunta in una key lecture presentata alla Conferenza
Internazionale IEA di Tampere, basata sostanzialmente sugli aspetti
qui di seguito menzionati:
- elaborazione di metodi semplificati per la quantificazione e
classificazione del rischio da movimentazione manuale di carichi, con
la ripresa di metodi internazionalmente affermati, come quello proposto
dal NIOSH, adattati alla realtà normativa italiana.
- protocolli, modelli e schemi per la sorveglianza sanitaria delle
affezioni della colonna vertebrale, in particolare dorso-lombare, in
collettività lavorative: in questo caso, le precedenti proposte
venivano aggiornate secondo le nuove necessità applicative da
parte dei medici competenti;
- contenuti della formazione ed informazione ai quadri ed ai lavoratori
in adempimento a quanto previsto dal D. lgs. 626/94, Titolo V. Al proposito
furono messi a punto e diffusi specifici strumenti tra cui diversi "opuscoli"
e video filmati.
Tutti questi aspetti divengono peraltro oggetto di una intensa attività
di formazione degli operatori della prevenzione, pubblici e privati,
in tutte le Regioni italiane.
Su di un fronte particolare, quello della movimentazione di pazienti
nelle strutture assistenziali, si sviluppa, a partire dal 1996, una
ulteriore particolare attenzione di EPM. Questa si concretizza con un
seminario ad hoc, le cui principali relazioni e risultanze vengono riportate
in volume monotematico de "La Medicina del Lavoro". Allo
stato attuale il bagaglio di ricerca e conoscenza su questo specifico
versante può essere riassunto nei punti che vengono qui di seguito
elencati:
- valutazione dell'esposizione a movimentazione manuale pazienti
nei reparti di degenza sia ospedalieri che delle residenze sanitarie
socio assistenziali, attraverso l'indice di rischio sintetico (MAPO);
- valutazione dell'esposizione a movimentazione manuale pazienti
nei blocchi operatori, nei pronto soccorso e nei reparti di FKT ospedalieri
attraverso appositi indici sintetici di rischio ;
- indagini epidemiologiche multicentriche in collettività
infermieristiche;
- criteri per la valutazione e la scelta dei sistemi di ausiliazione
per la movimentazione dei pazienti;
- modelli e schemi per la sorveglianza sanitaria in collettività
lavorative e per il reinserimento lavorativo dei soggetti portatori
di work-related musculo-skeletal disorders (WMSDs);
- strategie di intervento per la riduzione del rischio da movimentazione
pazienti in strutture sanitarie;
- indicatori per la verifica di efficacia degli interventi di
bonifica del rischio da movimentazione manuale pazienti.
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La prevenzione delle patologie muscoloscheletriche connesse con movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori
Nonostante si fosse in un periodo di grande
fermento per l'applicazione dei diversi contenuti innovativi previsti
dal D.lgs. 626/94, a partire dal 1995, stimolati da una serie di "emergenze"
segnalate a livello internazionale, relative alla rapida crescita e
diffusione dei cosiddetti UL WMSDs, i ricercatori di EPM iniziano ad
affrontare questa tematica con una serie di indagini, condivise con
un vero e proprio network di colleghi di strutture di prevenzione pubbliche
ed aziendali. I risultati di queste indagini portano alla redazione
di un numero monotematico de "La Medicina del Lavoro", in
cui per la prima volta viene proposto il metodo dell'indice OCRA. Questo
metodo riceve una grande attenzione a livello nazionale ed internazionale,
viene applicato e, in qualche misura, implementato da tecnici di grandi
imprese manifatturiere (in particolare esperti di organizzazione del
lavoro e di "tempi e metodi") e diviene uno strumento di grande
rilievo per l'analisi del lavoro comportante compiti manuali ripetitivi
e per le conseguenti azioni di (ri)progettazione dei compiti e dei posti
di lavoro.
In rapida successione i metodi OCRA, arricchiti oggi da una specifica
checklist di più rapida compilazione, e le relative esperienze
applicative divengono oggetto di importanti pubblicazioni:
- un fascicolo speciale di Ergonomics;
- un consensus document del Technical Committee Musculoskeletal
Disorders della International Ergonomics Association (IEA), approvato
anche dalla International Commission on Occupational Health (ICOH) ;
- un manuale applicativo edito da Franco Angeli ;
- una versione inglese dello stesso manuale edita da Elsevier
Science;
- due versioni spagnole del manuale curate dalla Universitat Politecnica
de Catalana;
- Una riedizione aggiornata ed arricchita del manuale comparsa
nel 2005 ed edita da Franco Angeli nella rinnovata collana "Salute
e Lavoro".
Allo stato attuale, lo studio originale delle UE WMSDs attraverso i
metodi messi a punto da EPM, si articola nei seguenti aspetti:
- metodi (OCRA) per la valutazione dell'esposizione a movimenti
ripetitivi degli arti superiori: modelli di analisi dettagliata (indice
OCRA) e modelli di analisi semplificata (checklist OCRA);
- modelli e schemi per la sorveglianza sanitaria in collettività
lavorative;
- dati clinici su popolazioni lavorative di riferimento, non esposte
professionalmente a movimenti ripetitivi degli arti superiori;
- indagini epidemiologiche sul campo in diversi settori lavorativi;
- criteri ed esperienze per la progettazione o riprogettazione
dei posti di lavoro e dell'organizzazione del lavoro comportante compiti
ripetitivi;
- criteri ed esperienze di reinserimento lavorativo dei soggetti
portatori di UE WMSDs.
Questi materiali ed esperienze, oltre a rappresentare un punto di riferimento
per moltissimi operatori italiani e stranieri, divengono la base per
la formulazione di linee-guida e di specifici programmi di intervento
di alcune Regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto) e per la produzione
di progetti di norme e standard tecnici dell'ISO e del CEN.
Inoltre, la messa a punto di pacchetti formativi dedicati per medici
competenti, tecnici aziendali, operatori dei servizi di prevenzione
e protezione di azienda e operatori pubblici della prevenzione, ha determinato,
nell'ultimo triennio, l'effettuazione di una notevole mole di eventi
formativi che al contempo hanno consentito la diffusione di conoscenze
e competenze ed il ritorno di dati ed informazioni di applicazione utili
all'ulteriore sviluppo dei metodi proposti.
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